È entrata nel vivo in Puglia la raccolta del pomodoro da industria nei campi più precoci, trapiantati tra la prima e la terza settimana di aprile, con le prime produzioni che confermano un prodotto di elevata qualità
È entrata nel vivo in Puglia la raccolta del pomodoro da industria nei campi più precoci, trapiantati tra la prima e la terza settimana di aprile, con le prime produzioni che confermano un prodotto di elevata qualità
Sono già 1.041 gli ettari di territorio andati in fumo in Puglia dal 1° giugno al 17 luglio 2026, con le situazioni più critiche concentrate nelle province di Lecce e della BAT
Con l’improvvisa impennata delle temperature che sta investendo la Puglia, nelle campagne cambia l’organizzazione del lavoro, si imballa la paglia di notte, si raccoglie frutta e verdura alle prime luci dell’alba
Grandine e nubifragi imperversano sulle ciliegie Bigarreau, con la perdita di 2 frutti su 3 e un danno stimato fino al 70% sulle produzioni in questa instabile primavera
Le aziende agricole possono registrare aumenti dei costi da 200 a 1.500 euro ettaro al mese a seconda delle colture e della dimensione aziendale
La campagna olearia in Puglia registra risultati di grande rilievo, con qualità altissima e produzione in recupero nonostante siccità e fenomeni climatici estremi
Mentre l’Unione Europea discute in maniera suicida di aumentare le importazioni di olio d’oliva tunisino a dazio zero, alle frontiere europee i controlli su ciò che entra sono, di fatto, un miraggio, e nessuno verifica cosa arrivi davvero sul mercato
Una rete serrata di controlli sta attraversando la Puglia, dai porti alle arterie stradali, con cisterne passate al setaccio dalle forze dell’ordine per bloccare frodi, speculazioni, oltre alle conseguenti pratiche sleali
La Puglia brucia con 6 incendi su 10 che sono colpa dell’uomo spesso all’opera con un vero e proprio disegno criminale per incenerire migliaia di ettari di boschi, campi e macchia mediterranea
Le analisi hanno individuato la presenza del batterio, sottospecie pauca (ceppo ST53), lo stesso flagello che ha devastato il Salento e piegato l’olivicoltura pugliese in un lento e implacabile declino
